Una lunga lavorazione permette al Marsala di assumere quel gusto e quella consistenza ben noti ai suoi amatori.
La concia consite nell'aggiunta al vino di cotto, sifone e alcool .
Il cotto è il rusultato di una procedura nota fin dai tempi dell'impero romano che è facile ritrovare fra i tradizionali metodi di lavoro di molte regioni italiane.
Qui viene ottenuto dal mosto del Catarratto, passato a fuoco diretto o a vapore in caldaie di rame. Quando il suo volume si riduce a circa un terzo di quello originale, è pronto per essere invecchiato.
Conferisce al Marsala un sapore vellutato e amarognolo.
Il sifone si ottiene dalla vendemmia tardiva delle uve Grillo, raccolte quando sono ormai ben mature. |